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giovedì 4 agosto 2011

Vediamo se ho capito come si fa.

Da scettica fino alla punta dei capelli, uno dei miei miti e delle mie fonti di informazioni precipue (anche se finisco col credere a tutto quello che dice, e questo è un bel paradosso) è Paolo Attivissimo, informatico e cacciatore di bufale.

Stamattina ho visto mio fratello leggere un articolo su internet riguardante presunta obbligatorietà dell'impianto di un microchip sottocutaneo a partire dal 2013. Sarebbe una delle ultime disposizioni della riforma sanitaria di Obama. Il tono dell'articolo non è del tutto apocalittico (si parla di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”) ma, molto più subdolamente, è volto a innescare nel lettore il sospetto che tutto questo sia fatto, ovviamente, per controllarci.

La notizia mi puzza, vado a verificare dal buon Paolo che però, essendo il tam tam molto recente (ed essendo anche il 4 di agosto), non ne parla. Allora mi son detta: faccio da me. Apro google e digito: "Obama microchip". In italiano non c'è una fonte attendibile una che riporti la notizia. C'è un unico post riportato da più blog, che è quello che mio fratello stava leggendo e che è rimbalzato da un sito all'altro negli ultimi giorni di luglio. L'unico blog che se ne discosta è freemachines, che dà la notizia (ma con sfumature diverse, il chip non è obbligatorio ma si vellica l'ipotesi che lo diventi) il 7 aprile 2010. In inglese c'è la stessa penuria di fonti attendibili. In compenso, i post sono molti di più, e più vari (si tratta spesso di commenti alla "notizia"). Non solo: le prime voci risalgono al 2008 e si fanno più insistenti nel 2010, in corrispondenza con l'approvazione della riforma sanitaria. Da allora, il buio. Nessuno parla più dei microchip.

Ma c'è di più. Moltissimi riconducono Obama all'Anticristo, già da prima dell'inizio del suo mandato, e questi microchip al "marchio" della Bestia apocalittica. Altri dicono che no, Obama non può essere l'Anticristo, adducendo motivazioni ancora più agghiaccianti. Mi sembrano degli ottimi ingredienti per una bufala, ma non ho l'esperienza di Paolo per poter stabilire se il mio ragionamento fila. Mi limito a fornire spunti, per questa volta.
martedì 19 luglio 2011

Post arretrato, ovvero: bella Roma, sì, ma Alemanno ha rotto il cazzo.

...perché può succedere, a Roma dico, può succedere che un quarto d'ora a piedi e sei in un posto che sembra una sagra di paese ma è a Roma, non troppo lontano dal centro, una sagra di paese a piazzale del Verano, e stasera ci sono "i Tre Allegri Ragazzi Morti dal vivo al cimitero del Verano" (non c'è niente da fare, se la dico ad alta voce mi fa ancora ridere), si pagherebbe cinque euro ('sti stronzi, tutta la stagione gratis e proprio stasera si paga cinque euro) ma noi ce li sentiamo da fuori, con le birre portate da casa, da pezzenti doc quali siamo, che concertone ahò. Può anche succedere che il tizio, là, la sechiuriti, ti veda con la Peroni da tre quarti in mano e sono le undici e dieci di sera, e ti faccia nonnonnò col ditino, perché c'è un'ordinanza della minchia che siccome che noi siamo salentino-siculo-fondane non ce lo ricordavamo mica, e facciamo il labbro tremulo al tizio, che siamo tre gentili pulzelle, e il tizio si offre di andarci a prendere i bicchieri di plastica dal kebabbaro tirchio che non vuole darceli, ma nascondeteli, dice.

Poi in tutto questo tre aggressioni omofobe in quindici giorni, perché a Roma succede anche questo, e non sarà mica colpa di una birretta bevuta dopo le undici, secondo me, che se uno è testa di cazzo allora è testa di cazzo anche da sobrio, ma l'ordinanza contro le teste di cazzo Alemanno ancora non l'ha fatta, purtroppo.
venerdì 1 luglio 2011

Top vergognescion (cit.)

Sono costernata, ecco. Costernata è la parola giusta. Non ho neanche più la forza di reagire a questo bombardamento di notizie, che in qualunque altro Paese (e già in percentuali di molto inferiori) avrebbe mobilitato la popolazione intera - altro che indignados! - e qui invece ci sfiora e passa oltre... niente, siamo assuefatti, non reagiamo più agli stimoli? Come ci siamo ridotti?

  1. Vogliono zittire la Rete. Definitivamente. Ci avevano rinunciato, poi gli avvenimenti degli ultimi mesi l'hanno riportata prepotentemente sulle scene; tutti, anche i più ottusi, hanno compreso le potenzialità del mezzo: obiettivo primario è diventato metterla subito a tacere. Ma l'AGCom non dovrebbe "tutelare le comunicazioni"? E per tutelarle meglio le impedisce?
  2. La situazione economica italiana è disastrosa. L'occupazione giovanile è ai minimi storici, non c'è modo di assorbire i precari della scuola (ma soprattutto, non ci sarà modo di assorbire i laureati dal 2007 in poi), la "manovra finanziaria" tanto decantata non fa che rimandare le lacrime e il sangue al 2013 (quando presumibilmente ci sarà un governo di centrosinistra a fare il lavoro sporco - ma tanto nel 2012 il mondo finisce, dicono i Maya), le agenzie di rating ci danno per spacciati. Ma la priorità qual è, secondo le dichiarazioni rilasciate dal nostro premier al congresso del suo partito? La riforma della giustizia.
  3. A tal proposito (del congresso del partito, non della riforma della giustizia), Angelino Alfano è stato eletto ad una carica (il segretario di partito) non prevista dallo statuto, con una modalità (il plebiscito) non prevista dallo statuto (e che soprattutto non si vedeva dai tempi di zio Benito). Prima dichiarazione: "voglio il partito degli onesti". Poi però è andato a rassicurare Berlusconi.
  4. Il no della Lega al decreto sui rifiuti di Napoli (decreto che non risolve niente e che avrebbero dovuto varare giorni fa, per inciso) è incommentabile. Il sospetto che il ritardo nell'approvazione sia dovuto a un intento punitivo nei confronti dei napoletani e di De Magistris è forte. Il comportamento del governo in materia è semplicemente vergognoso.
  5. A Monti, rione storico di Roma, dei neofascisti del cazzo hanno ammazzato di botte un ragazzo, reo di cosa ancora non si è capito. Vi invito a camminare per le strade di Roma, un giorno di questi, nei pressi, che so, di piazza Vescovio (ma anche già piazza Bologna andrà benissimo), a Primavalle, all'Esquilino (dove c'è la sede di Casapound). Credetemi, è agghiacciante. Croci celtiche e slogan feroci ovunque. Mi fanno paura. Ma l'amministrazione comunale ha chiuso tutti e due gli occhi, anzi, di più: li copre, li appoggia. Adesso è complicato fermarli. Quindi, come risolvere il problema, secondo Alemanno? Semplice: vietando la vendita di alcolici dopo le 23. Non fa una grinza. Come se quando uno è testa di cazzo lo sia solo da ubriaco e non - soprattutto - da sobrio.
  6. Com'è misera la vita negli abusi di potere. Se le notizie che arrivano da Milano (un uomo pestato a morte dalla polizia) sono ancora tutte da verificare, quelle che arrivano da Torino sono verificate eccome: un gruppo di militari di stanza in val di Susa, infastidito dal vociare dei vicini di camera, ha deciso di porvi fine con i metodi a cui, evidentemente, è aduso: gas urticante e percosse. Peccato che i ragazzotti in questione fossero i Punkreas, non esattamente dei perfetti sconosciuti; e infatti a quanto pare i militari "hanno capito che eravamo una band anche abbastanza famosa e hanno cambiato subito atteggiamento minimizzando l’accaduto". Fosse stato un gruppo di ventenni, come sarebbe andata a finire?
  7. Dico, Biagio Antonacci dopodomani "suona" al Colosseo (sempre se je aprono). In quale Paese civile avrebbero permesso una cosa del genere?
lunedì 20 giugno 2011

We should buy a bar - le splendide idee di Umberto Bosby e Robert Marons.



Secondo How I met your mother, attuale divina fonte di ispirazione e insostituibile sostituto di quel capolavoro della telefilmografia statunitense che fu l'insostituibile Friends, ci sono cinque parole che un uomo si troverà inevitabilmente a pronunciare nel corso della vita, e queste sono: WE SHOULD BUY A BAR (in italiano diventano quattro e dovremmo comprare un bar, ma questo non è importante).

Intendo che ci sono frasi che si dicono, così, al cazzeggio, fra amici, boutades insensate che si lasciano inevitabilmente (e fortunatamente) cadere nel vuoto, idee che sul momento ci sembrano geniali e poi si rivelano pessime e impraticabili.

Ecco, mi è parso che Umberto Bossi, ieri, avesse uno di questi lampi di genio. La sua bouta(na)de, la frase che si è trovato a pronunciare, consta ugualmente di cinque parole, e queste sono: SPOSTIAMO I MINISTERI AL NORD.

L'impraticabilità dell'idea è lampante; persino la lochéscion vellicata, la Villa Reale di Monza, non è più disponibile: l'hanno svenduta ai privati. L'insensatezza è palese: perché mai sprecare un fracco di soldi pubblici per uno spostamento inutile, che i cittadini neanche vogliono (e l'hanno dimostrato con le elezioni), in un momento di crisi nera come questa? O gli sprechi sono sprechi solo quando ci conviene?

Ma l'apoteosi non è ancora giunta. A un certo punto, obnubilato dai fumi dell'alcool e della salamella, ubriaco di folla e di spirito di cameratismo, Umbertino ha chiamato alla festa anche il ministro degli Interni (il ministro degli Interni della Repubblica Italiana, casomai non fosse chiaro): we, Roberto, noi ce ne andiamo a Monza, se poi vuoi venire anche tu!

Sembrava proprio una scena da How I met your mother. Solo che Umberto Bossi, ieri, non era sul divano di casa a ubriacarsi in santa pace con un amico: era a Pontida, in una situazione che sembrava Woodstock (o l'invasione degli alieni, verdi e farfuglianti) ma era a tutti gli effetti un raduno di partito. E Bossi, non dimentichiamolo mai, è un ministro della Repubblica. Italiana, non padana, se dio vuole. E anche all'onorevole Maroni bisognerebbe ricordarglielo, ogni tanto, che fa il ministro degli Interni di tutto il Paese, non soltanto del suo orticello. E quindi, a questo punto, avessero almeno la coerenza - la decenza - di rassegnare le dimissioni.

Ma tanto, da un partito che è al governo da vent'anni e che fa ancora finta di essere all'opposizione, dai suoi elettori ignoranti, xenofobi e maschilisti che da vent'anni si lasciano prendere in giro con storielle di fantomatiche radici celtiche e rituali con l'acqua - sozza - del Po (e intanto di tutto quello che Umbertino aveva promesso non si vede neanche l'ombra)... che ci possiamo aspettare?
lunedì 13 giugno 2011

Alcune precisazioni sul quorum.

Visto che sto leggendo una quantità inenarrabile di stronzate più o meno grandi in giro per il web, vorrei giusto spendere due parole per chiarire alcuni punti sul referendum odierno.

  1. Chi è andato a votare per il NO non ha contribuito in maniera decisiva al raggiungimento del quorum, sebbene molti siano convinti del contrario. Ho fatto un rapido calcolo. Forse non hanno chiaro che, ad esempio, quel 5,4% che ha votato NO al quesito sul nucleare non si riferisce agli aventi diritto al voto (anche in tal caso il quorum si sarebbe raggiunto comunque) ma ai votanti effettivi, ergo al 3 circa degli aventi diritto, ergo la percentuale di votanti senza il fronte del NO avrebbe comunque sfiorato il 54. E ho preso ad esempio il quesito sul nucleare perché è quello con la percentuale di NO più elevata.

  2. Per come la vedo io, chi è andato a votare per il NO merita molto più rispetto degli astenuti biforcuti, che invece non meritano alcuna considerazione. Perché se hai un parere LO ESPRIMI, cazzo, non te ne stai a casa aspettando che chi un parere non ce l'ha decida per te.

  3. Per concludere con un messaggio di concordia, CHE SUCASSERO TUTTI IN GRANDE STILE.
domenica 1 maggio 2011

Di beatificazioni e altre cazzate.

...ok, sono stata zitta fino adesso, mo' parlo (questo post l'avrei scritto prima, se solo mi fosse riuscito di accedere col mio account).

  1. È chiaramente in atto un tentativo di sabotaggio delle feste laiche da parte della Chiesa. Pensateci. Capodanno, anziché essere un giorno in cui smaltire serenamente il post-sbronza, è una madonna qualsiasi. Quest'anno pure la Pasquetta è caduta della Liberazione (va bene, è un caso). Ma il Primo Maggio! Lasciateci almeno il Primo Maggio, mannaggiallamiseria! Già i lavoratori sono una specie in via di estinzione, mo' pure la festa gli hanno tolto! D'ora in avanti sarà la "ricorrenza della beatificazione di GPII"!

  2. C'è un puzzo strano in casa mia, e temo arrivi dal bagno (va bene, questo non c'entra).

  3. Questa santa beatificazione ha messo sotto pressione Roma come non mai. Er sindaco, con la sua proverbiale misuratezza, si è espresso all'incirca in questi termini verso gli insofferenti: se non vi interessa, ve ne potete pure andare. Bravo Alema', te lo direi io dove te ne puoi andare tu, ma poi dovrei rinunciare alla mia, di proverbiale misuratezza.

  4. Comunque chi se la prende in culo è sempre il comune di Roma, ma chissenefrega, tutti a stendere tappeti rossi e a gioire per la brillante decisione di far coincidere una celebrazione una tantum con un concerto che si tiene tutti gli anni nello stesso giorno nello stesso posto alla stessa ora, per il quale convergono in piazza San Giovanni centinaia di migliaia di persone di cui non frega niente a nessuno. Due target completamente diversi. Ventilando anche l'ipotesi di spostare il concerto in culandia per far spazio a fantomatici maxischermi. Non ci sono riusciti, ma intanto Lazio-Juve è stata rimandata.

  5. Grazie a dio l'Italia è ancora laica. Ma l'invasione dei palinsesti televisive lascia presagire nubi nerissime sul futuro dei laici duri e puri (fra i quali me stessa medesima, pur cattolica praticante avrei detto in passato, pur cattolica barcollante dico ora). Non parliamo della statua enorme che vogliono piazzare a Termini. Ma dico, i cittadini romani sono stati interpellati?

  6. I papaboys tirano fuori tutto l'anticlericalismo che è in me. Non ci sono cazzi. È una reazione inconscia, giuro. Ma c'è. Non lo faccio per compiacere nessuno, e dispiace a me per prima. Ma c'è. Non capiscono che così facendo perdono la frangia pensante del cattolicesimo. O forse lo capiscono benissimo, ed è proprio quello che vogliono.

  7. GPII non è stato certo il miglior papa di tutti i tempi. Insomma, ci sono tonnellate di prove a dimostrarlo. Non ultime, le foto con Pinochet.

  8. Oggi villa Torlonia sotto il sole era una meraviglia, non fosse stata completamente invasa da marmocchi. La primavera ha i suoi effetti collaterali (neanche questo c'entra, ma non avevo chiuse migliori).

mercoledì 13 aprile 2011

Dell'utilità del proibizionismo e di quanto i francesi del Cinquecento (ma solo loro) ce la sapessero più degli americani del Duemila.

Ho ospitato un paio di couchsurfers di recente. Claire e Christina, da PortlandOregon e Essen, rispettivamente, provenienze età storie e vite diversissime, entrambe buone compagne di "viaggio", entrambe con alle spalle esperienze interessanti da ascoltare.

Con Claire ci ho fatto lunghe chiacchierate. Lei era meravigliata della disinvoltura con la quale gli italiani tengono quotidianamente il vino sulla tavola, e di come spesso ne mettano a parte i figli. Negli USA no: alcool assolutamente tabù fino al compimento del ventunesimo anno di età (o perlomeno così funzionava a Durango, Colorado). Dimodoché, quando uno ha finalmente accesso indiscriminato agli alcolici, impazzisce e finisce con l'abusarne, molto di più di quanto non facciamo noi.

Dico io: ma dov'è l'utilità di questa cosa? L'aveva già capito Rabelais: autoregolamentazione is the way. Certo, bisognerebbe che gli uomini fossero educati, in qualche modo, alla misura, come lo erano gli illuminati di Thélème; e mai in effetti un'epoca è stata tanto votata alla desmesura come la nostra.

Non c'è speranza? Forse. O forse devo solo avere un po' di fiducia nel genere umano. Dopotutto, non mi hanno sorpreso i "reportages" di questi giorni da Manduria? I salentini ne stanno uscendo benissimo. I francesi un po' meno, 'sti stronzi. Ma in fondo Rabelais è morto da tempo, come da tempo il loro capo di Stato si è scordato di essere di origine ungherese.
giovedì 30 dicembre 2010

Cose che reputo immorali.

Il costo medio di un posto letto a Roma (notare, posto letto, non stanza): 300 euri.

I sindacati che non fanno quello per cui sono nati, e cioè (lo scrivo casomai non se ne ricordassero più): difendere i diritti dei lavoratori.

Che i lavoratori siano costretti ad accettare l'elemosina in cambio dei loro diritti, altrimenti perdono il posto.

La vetrina della Cicogna a Lecce, che ha tutte cose di ipermarca per bambini da 0 a 10 anni: vestiti e scarpe che se va bene metteranno per due mesi, che presi singolarmente costano quanto tutto il mio guardaroba.

Che gli studenti di Roma che non sono romani non possano avere agevolazioni sugli abbonamenti ai mezzi pubblici... (18 euro per i romani, 30 per tutti gli altri)

Che qualcuno spenda 7,50 euri per andare a vedere il cinepanettone.

Un disabile al 100%, con età mentale di tre anni, lasciato morire nella sua cella.

Quelli che a una notizia del genere si girano dall'altra parte.

SESSANTATRÉ SUICIDI IN CARCERE nel solo 2010.

I trattamenti Boffo.

Le discriminazioni. Di credo religioso, provenienza geografica, etnia, censo, genere e orientamento sessuale.

La deontologia professionale di Feltri e Belpietro.

La violenza.

Il fatto di avere un quarto degli hotspot della Francia, per dire.

Il fatto di avere la classe politica più vecchia e maneggiona d'occidente.

L'Aquila ancora in ginocchio.

Napoli ancora invasa dalla monnezza.

Il Vaticano [ReRosso]

La banalità [Isanatta Oettam]

Le uscite omofobe e maschiliste del nostro giovane premier ("meglio essere appassionati di belle ragazze che gay") [Frank87]

Un derby senza pubblico per espliciti ordini provenienti da Roma. [Frank87]

Il Movimento di Responsabilità Nazionale.
[Frank87]

Veltroni, Calearo e tutti gli Scilipoti d'Italia.

La Santanché che spara slogan pur di pararsi il culo.
[Frank87]

La Russa che minaccia di boicottare i prodotti brasiliani e che poche ore dopo plaude a Leonardo.
[Frank87]

Pontifex.
[Frank87]

La crociata di Pontifex contro i "frati bolscevichi".

La galera per chi ruba per fame.
[Frank87]

Lo sciacallaggio sul caso Sarah Scazzi.
[Frank87]

Bruno Vespa, i suoi libri e i suoi amati plastici.

I sepolcri imbiancati che pubblicano link inneggianti a Sarah Scazzi.
[Frank87]

Le anime pie che si incazzano se fai battute su come i media hanno trattato il caso Sarah Scazzi.
[Frank87]

Pompei che crolla a pezzi.
[Frank87]

Il prequel di Amici Miei.
[Frank87]

Monicelli suicida.
[Frank87]

Il principe (di staminchia) che va a "cantare" a Sanremo e rischia pure di vincere.

(In progress, suggerite pure...)
mercoledì 29 dicembre 2010

SuperSilvio e altre facezie.

Ello evribadi, bi tranquil, SuperSilvio es arraivd! *
De spazzatur ov Neipols? Ghe pensi mi! Ai nou ai ev dett ai ev risolvd it bifor. Ai risolvd it in èffet. Bat nau ai ev tu descend in fild anoder taim bicos de Sinister, de Communist, ar traing tu gètt spazzatur on mi! It is inaccettabol! A fiu monts uill bi sufficient. Ai uill togl de spazzatur from Neipols strits ol bai maiself (iu chent bi confident in eniuan, oggigiorn)!

* tipico idioma del SuperSilvio.

P.S. Come avevo potuto ignorare la mirabolante intervista di Telese, il cui succo è: noi facciamo schifo, ma gli altri fanno più schifo di noi? Machiavelli gli fa una pippa.

Buon anno a chi continua a votare gente come questa e anche come quest'altra, che sta a guardare o addirittura incoraggia chi ricatta i lavoratori, barattando i loro diritti con un tozzo di pane.
martedì 21 settembre 2010
Una volta scrissi che poco distante da qui c'è un cementificio "che dà lavoro alla metà delle persone del circondario e ne uccide l'altra metà" (brutta bestia, l'autocitazione, ma verrò al dunque subito). Da casa mia si vede proprio. Ed è proprio brutto (capitan Ovvio è sempre tra noi). Ma non è questa la cosa peggiore.

Pare che lo vogliano trasformare in un inceneritore. Ora, già così è assurdo che i livelli di inquinamento dell'aria siano considerati accettabili dall'Arpa (e qui sento già la mia professoressa di filologia romanza incazzarsi abbestia dicendo - ed è vero - che i detti livelli subiscono aggiustamenti anno per anno, e quello che è accettabile adesso coi vecchi parametri non lo sarebbe), perché la percentuale di malati di tumore nel territorio è preoccupante. Ma non è questa la cosa peggiore.

La cosa peggiore è che per trasformare questo cementificio in un inceneritore stanno strumentalizzando le centinaia di famiglie che manderebbero col culo per terra se questo non dovesse avvenire, perché - dicono - lo stabilimento non è più produttivo come un tempo, e bisogna riconvertirlo oppure la produzione verrà spostata completamente in Albania. Here it goes again.

A me queste cose mi fanno schifo. Altro che logica del capitalismo. Ieri una mia amica mi ha detto: prova a pensare a chi perderà il posto di lavoro. Io voglio evitare personalizzazioni, perché se penso che il papà di F., per esempio, verrà mandato a casa, magari ci rifletto su due volte prima di protestare.

Ma se poi dovessi pensare che mio zio, sempre per esempio, si è ammalato di tumore ai polmoni ed è morto senza che nessuno avesse il tempo di aiutarlo, senza che io avessi il tempo di salutarlo, allora mi sale il sangue agli occhi e dico no, queste cose mi fanno schifo, smettetela di invocare sempre questa cazzo di logica del capitalismo, smettetela di passare sopra ai cadaveri delle persone.

E quando mi dicono che sono ipocrita, che parlo così solo perché sono figlia di un operaio, che non c'ho i soldi e forse non li avrò mai, ché se li potessi avere allora ragionerei come loro, mi dico che devo ringraziare ogni momento qualsiasi entità soprannaturale esistente (e non) per avermi fatto figlia di operaio, senza soldi (e che forse non li avrà mai), così, cazzo, non mi passerà mai per la mente di ragionare come loro. O il lavoro o la vita? Ma che cazzo di scelta è?
lunedì 30 agosto 2010

Armi di distrazione di massa.

Ora, io non voglio dire. Sono per l'apertura delle frontiere e quindi lungi da me il pensiero di poter impedire l'accesso a un qualsivoglia immigrato, sia pure un sanguinario dittatore che manda la gente a morire di sete nel deserto. Non voglio dire e non dico.

Ma la Lega? La Lega dov'è? Quella che fa della lotta all'immigrazione la sua bandiera? Occhei. Gheddafi non viene qui per restare. Se ne va subito subito. Però l'abbiamo accolto con tutti gli onori. Ha dichiarato che tutto il mondo dovrebbe essere musulmano. Sta cercando di convertire 500 hostess (mia madre stamattina le ha chiamate escort scatenando le risa di tutta la famiglia, sarà un lapsus freudiano) all'Islam. Dov'è la Lega che insorge sulle radici cristiane, che proibisce ai musulmani di pregare in comunità e porta i maiali a pisciare sui terreni destinati alle moschee? E la Santanché che sputa sentenze su uno pseudofemminismo da baraccone? Perché non va alle catechesi di Gheddafi per strappare via il chador alle povere sceme che si prestano a questa pagliacciata?

Ah ma io lo so perché lo fanno. Tutto questo fa passare in secondo piano le beghe e le figure di merda patrie, e mentre noi siamo qui a indignarci per il vecchio porcello ridicolmente pittato che incontra Gheddafi, cominciano gli accordi sottobanco per la celeberrima legge della prescrizione breve.

In un modo o nell'altro, siamo solo una massa di idioti da distrarre, per l'ennesima volta.
domenica 25 luglio 2010

C'era una volta l'università italiana...

...poi vennero Silvius, Julio e Marystar e l'università non ci fu più. Questa non è una favoletta perché il lieto fine non si intravede neanche per sbaglio. Mentre il sistema universitario italiano va letteralmente in pezzi, alla Sapienza l'anno rischia di non partire, gli atenei stringono la cinghia e i professori si mettono le mani nei capelli, il nostro giovane premier va a fare il consueto e tanto amato bagno di folla presso la prestigiosa università telematica di Como (mica è scemo: avesse messo piede in un ateneo serio l'avrebbero linciato di certo) sproloquiando di laureate a pieni voti (al Cepu) giovani e carine e insultando per l'ennesima volta Rosy Bindi senza motivo. Intanto alla sua giovane pargola Barbara che si è laureata (in una privata, mica scema manco lei) alla triennale un pelino fuori corso (ma tipo quattro anni, bazzecole) viene offerta dall'alto di stocazzo una cattedra, proprio mentre decine e decine di ricercatori vengono mandati a spasso.

Un futuro consolante ci attende.
martedì 29 giugno 2010

Taricone, Dell'Utri, Berlusconi e tutto quello che oggi non saprete se guardate solo il tg1.

A parte che trovo discutibile la scelta di aprire sulla morte di un "attore" anziché sulla condanna in appello per mafia di un senatore della Repubblica.

Sì, avete letto bene. CONDANNA e MAFIA. Perché invece al tg1 si sono premurati di ripetere più e più volte la solita parolina che Minzolini ama tanto, ASSOLUZIONE, ma vi assicuro che non è così, intanto questi 7 anni per mafia "fino al 1992" (Andreotti-bis, scusate se linko Panorama ma non ho trovato altro) Dell'Utri se li becca, certo che è strano che abbia salutato i Graviano giusto il giorno prima della strage di Capaci. E mentre Marcellino gioisce (di cosa, dobbiamo ancora capirlo), colui che gioì a suo tempo adesso deve pensare a difendersi per l'ennesima volta da accuse gravissime. Finirà di nuovo tutto a cannoli e vino?

Per quanto riguarda l'eroe dei nostri tempi-sbarra-uomo di sani principi Pietro Taricone, oltre al fatto che sì, è una disgrazia, ma non stava esattamente portando il cane a pisciare nel parco (nel senso: il paracadutismo è rischioso, e piace proprio perché è rischioso, ma se lo pratichi devi sapere a quali rischi vai incontro), lo sapevate il perché di quest'ultimo lancio? Inaugurazione del gruppo di paracadutismo sportivo di Casa Pound. E se non sapete cos'è Casa Pound, ve lo spiego io: neofascisti del cazzo. Quindi almeno risparmiateci l'ennesima santificazione assolutamente fuori luogo.

E dulcis in findus (cit.), l'ennesima perla del nostro carissimo presdelcons figldiput che si crede l'uomo più simpatico e avvenente del mondo, e non è che un povero vecchio infoiato e demente che dovrebbe starsene a casa anziché andarsene in giro a farci fare figure di merda con l'universo creato: «Stamani in albergo volevo farmi una ciulatina con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: "presidente, ma se lo abbiamo fatto un'ora fa...". Vedete che scherzi che fa l'età?». Sicuramente Ilvio soffre di mancanza di memoria. Infatti non si ricorda da dove arrivano i suoi soldi, non si ricorda di Mills, non si ricorda di molte cose che dice e poi smentisce il giorno dopo (deve avere la malattia di Al nel famoso film, povero il mio smemorato di Cologno!). Fortuna che buona parte degli italiani ha memoria ferrea (la maggioranza purtroppo no).

Ah, e intanto è arrivato il trentaduesimo (trentunesimo, trentatreesimo, oramai è difficile tenere il conto) suicidio nelle carceri italiane dall'inizio del 2010. Così, tanto per non perdere le buone abitudini.
sabato 19 giugno 2010

Flessibilità.

Mi pare che ormai il fallimento del '68 sia più che ufficiale.

Il boom economico, in questi tempi bui, è solo un ricordo.

Le donne che cercavano l'emancipazione sono passate direttamente allo stadio "bel soprammobile da sfoggiare con gli amici".

Gli studenti combattono per poter studiare, e la scuola è allo sfascio, mentre chi se lo può permettere si compra una bella laurea o va in un college americano. Intanto i fondi spariscono e le biblioteche chiudono e le tasse aumentano, e noi non ci possiamo fare niente.

I lavoratori si trovano a dover resistere alla terribile minaccia che va sotto il nome di DELOCALIZZAZIONE, a difendere con i denti diritti che sembravano ormai acquisiti e che i ricchi-sempre-più-ricchi cercano di spazzare via perché "i cinesi costano meno", e sono costretti ad accettare accordi disumani e se non lo fanno sono chiamati irresponsabili, è successo con Alitalia e con Termini Imerese e sta succedendo a Pomigliano, e poi la Fiat coi nostri soldi si compra la Chrysler, ma loro sono degli irresponsabili se non vogliono perdere il lavoro e se non accettano di guadagnare meno perché con meno di così è impossibile tirare avanti.

Piano piano, con la scusa della crisi, ci toglieranno tutto, e saremo punto e a capo.

Ci chiedono flessibilità. Ma è solo per buttarcelo meglio nel baugigi.
domenica 13 giugno 2010

Già.


Campagna virale di Rocco Tanica.
venerdì 11 giugno 2010

Stronzate a casaccio.

  • Si avvisa la gentile utenza che importanti ricerche scientifiche di “qualche” anno fa hanno consentito la produzione di BAGNOSCHIUMA e DEODORANTI…

  • In effetti potevano infrascarlo un po’ di più il cartello dell’autovelox… come stava stamattina, c’era il rischio che qualcuno (tipo me) se ne accorgesse davvero ed evitasse la multa sullo scorrimento veloce deserto.

  •  Dovendo marcire in biblioteca causa libri SOLO IN CONSULTAZIONE (seppure siano disponibili in tremila copie in tutte le biblioteche universitarie), posso toccare con mano gli sprechi di cui il nostro governo ama riempirsi la bocca. Ad esempio, una struttura nuovissima e (potenzialmente) iperfunzionale come lo Studium è dotata di un geniale TETTO IN PLEXIGLASS che consente alla pioggia di cadere amabilmente sui tavoli della sala lettura (inondando libri studenti e soprattutto Mac da migliaia di euro) e al sole di creare un piacevolissimo effetto serra che crea un piacevolissimo tepore (contando che da noi ci sono già 35 gradi e le sessioni d'esame quasi non sono iniziate). Ah ovviamente l'aria condizionata è rotta. E gli scarichi dei bagni pure.
    GRAZIE Ronzino Limone.

  • Non parlo della legge bavaglio perché sto già cercando di abituarmi… sono una che le leggi le rispetta, io! (fragorose risate) No, a parte gli scherzi… di sicuro più di Berlusconi. Infatti resterò una poveraccia per tutta la vita. Poveri ma onesti, poveri fessi!

  • Il dottor Djembè è veramente un gioiellino. Per radio è già meraviglioso, ma in tv è una genialata. Bollani è davvero un istrione (oltre che – non dimentichiamolo mai – il miglior pianista italiano in circolazione). L’orario (le 23) perfetto per un jazz club. Gli ospiti, artisticamente straordinari e umanamente simpatici. La musica raffinata e l’umorismo anche. Peccato che, essendo il jazz una musica di nicchia (o di MICCHIA, citando l’esimio Checco Zalone, che è uno che ne sa), rai tre una tv di nicchia, lo stesso Dottor Djembè un programma di nicchia, dovesse diventare stabile lo guarderemmo in quattro. Ma io ci spero lo stesso.

  • I mondiali sono cominciati. No, casomai non ve ne foste accorti. Io non me n'ero accorta davvero, pensavo che le radiocronache della Gialappa's fossero andate a ramengo e quindi me ne stavo strasbattendo il giusto. Poi ho visto la luce. Un motivo ulteriore per rallentare la stesura della mia tesi, come non coglierlo a volo?
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