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lunedì 19 settembre 2011

Idealismi.

Preferisco che la gente rida di me perché sono un'idealista, piuttosto che guardarmi con ammirazione perché sono un'arrivista.

Se fra dieci anni non mi sarò fatta mettere in ginocchio, se avrò ancora questa convinzione, se non sarò scesa a compromessi. Allora sarò una donna realizzata, non importa che lavoro starò facendo e quanto sarò dovuta andare lontano per farlo.

I poveretti siete voi, voi che accettate questo stato di cose. Non io. Voi che ridete di me perché pensate che non ho capito come va il mondo.

L'ho capito benissimo, ma mi fa schifo. E io proprio non riesco a fare cose che mi fanno schifo.
martedì 19 luglio 2011

Post arretrato, ovvero: bella Roma, sì, ma Alemanno ha rotto il cazzo.

...perché può succedere, a Roma dico, può succedere che un quarto d'ora a piedi e sei in un posto che sembra una sagra di paese ma è a Roma, non troppo lontano dal centro, una sagra di paese a piazzale del Verano, e stasera ci sono "i Tre Allegri Ragazzi Morti dal vivo al cimitero del Verano" (non c'è niente da fare, se la dico ad alta voce mi fa ancora ridere), si pagherebbe cinque euro ('sti stronzi, tutta la stagione gratis e proprio stasera si paga cinque euro) ma noi ce li sentiamo da fuori, con le birre portate da casa, da pezzenti doc quali siamo, che concertone ahò. Può anche succedere che il tizio, là, la sechiuriti, ti veda con la Peroni da tre quarti in mano e sono le undici e dieci di sera, e ti faccia nonnonnò col ditino, perché c'è un'ordinanza della minchia che siccome che noi siamo salentino-siculo-fondane non ce lo ricordavamo mica, e facciamo il labbro tremulo al tizio, che siamo tre gentili pulzelle, e il tizio si offre di andarci a prendere i bicchieri di plastica dal kebabbaro tirchio che non vuole darceli, ma nascondeteli, dice.

Poi in tutto questo tre aggressioni omofobe in quindici giorni, perché a Roma succede anche questo, e non sarà mica colpa di una birretta bevuta dopo le undici, secondo me, che se uno è testa di cazzo allora è testa di cazzo anche da sobrio, ma l'ordinanza contro le teste di cazzo Alemanno ancora non l'ha fatta, purtroppo.
giovedì 14 luglio 2011

Ritorni.

I Tre Allegri Ragazzi Morti dal vivo al cimitero del Verano (detta a voce alta fa molto ridere), ieri l'altro. Sagra di paese, notte della Taranta quasi in centro a Roma. Con la differenza che anziché il trecentesimo concerto di pizzica, ti ritrovi ad ascoltare una delle realtà più longeve e cazzute del rock indipendente italiano. Vabbé, una sera c'è stato anche Califano, ma vuoi mettere?

Non ho neanche fatto in tempo a salutare villa Torlonia.

L'ultima volta che ho preso questo treno, le colline erano verdi. Adesso sono gialle, punteggiate da balle di fieno. Mi godo queste ore con Bobo Rondelli nelle orecchie, ogni tanto butto un occhio al ragazzone che la sorte ha fatto sedere pochi posti più in là (ne vale la pena) o alla coppia di francesi che sono belli e commoventi. Si tengono per mano, si abbracciano, lui le bacia gli zigomi. Apparecchiano per il pranzo. Sono così belli e commoventi che mi strappano un sorriso e mi fanno sopportare persino la logorrea della suora beneventana che ha deciso di alzare la glicemia a tutto il vagone, offrendo dolcetti a destra e a manca.

Non posso dirmi sopravvissuta, perché non lo sono; dunque, è perfettamente inutile che mi ci atteggi. Per potermi dire sopravvissuta dovrei aver vissuto, e vissuto molto: e questo, certo, non è il mio caso. Per di più, non torno mai sulle sacre sponde malvolentieri; ma comincio ad avvertire la sensazione di precarietà tipica dei fuorisede, che il tetto che in genere hanno sopra la testa non è casa loro, e quella che lo era una volta adesso non lo è più. Ma neanche questa è una sensazione definitiva: perfino la mia precarietà è in fieri.

L'ItaliaWave è finalmente ai nastri di partenza e io ho toccato il suolo patrio giusto in tempo, con tutte le buone intenzioni del caso. Ma le buone intenzioni non possono nulla contro tre ore di sonno, sei di treno e quaranta gradi all'ombra. Per oggi passerò la mano. Anche perché la giornata reggae non è esattamente il sogno di una vita.

Certo che è inconcepibile che debba pregare le persone per farle venire a concerti gratuiti.

Intanto mi tengo stretti gli incontri importanti. Le epifanie sopraggiunte, credete alle coincidenze? Io ho capito che ho bisogno di "pensare" quello che faccio, di ponderare, che è una bella parola perché ha dentro pondus, peso. Il peso giusto delle cose. Non posso ingurgitare concetti come fossero popcorn e aspettare semplicemente di vomitarli in faccia a qualcuno. Non faccio ingegneria, io. Devo interiorizzare quello che studio, e per interiorizzare ci vuole tempo. So che il tempo nell'era del multitasking e del web 2.0 è un'utopia, ma anche solo il prendere tempo nella mia vita è un'utopia. Ci proveremo.

Non sto dicendo che domani smetto di studiare, sto dicendo che, probabilmente, studierò diversamente. Altrimenti facevo meglio ad andare a ingegneria, almeno - forse - non mi sarei ritrovata sotto un ponte.
venerdì 1 luglio 2011

Top vergognescion (cit.)

Sono costernata, ecco. Costernata è la parola giusta. Non ho neanche più la forza di reagire a questo bombardamento di notizie, che in qualunque altro Paese (e già in percentuali di molto inferiori) avrebbe mobilitato la popolazione intera - altro che indignados! - e qui invece ci sfiora e passa oltre... niente, siamo assuefatti, non reagiamo più agli stimoli? Come ci siamo ridotti?

  1. Vogliono zittire la Rete. Definitivamente. Ci avevano rinunciato, poi gli avvenimenti degli ultimi mesi l'hanno riportata prepotentemente sulle scene; tutti, anche i più ottusi, hanno compreso le potenzialità del mezzo: obiettivo primario è diventato metterla subito a tacere. Ma l'AGCom non dovrebbe "tutelare le comunicazioni"? E per tutelarle meglio le impedisce?
  2. La situazione economica italiana è disastrosa. L'occupazione giovanile è ai minimi storici, non c'è modo di assorbire i precari della scuola (ma soprattutto, non ci sarà modo di assorbire i laureati dal 2007 in poi), la "manovra finanziaria" tanto decantata non fa che rimandare le lacrime e il sangue al 2013 (quando presumibilmente ci sarà un governo di centrosinistra a fare il lavoro sporco - ma tanto nel 2012 il mondo finisce, dicono i Maya), le agenzie di rating ci danno per spacciati. Ma la priorità qual è, secondo le dichiarazioni rilasciate dal nostro premier al congresso del suo partito? La riforma della giustizia.
  3. A tal proposito (del congresso del partito, non della riforma della giustizia), Angelino Alfano è stato eletto ad una carica (il segretario di partito) non prevista dallo statuto, con una modalità (il plebiscito) non prevista dallo statuto (e che soprattutto non si vedeva dai tempi di zio Benito). Prima dichiarazione: "voglio il partito degli onesti". Poi però è andato a rassicurare Berlusconi.
  4. Il no della Lega al decreto sui rifiuti di Napoli (decreto che non risolve niente e che avrebbero dovuto varare giorni fa, per inciso) è incommentabile. Il sospetto che il ritardo nell'approvazione sia dovuto a un intento punitivo nei confronti dei napoletani e di De Magistris è forte. Il comportamento del governo in materia è semplicemente vergognoso.
  5. A Monti, rione storico di Roma, dei neofascisti del cazzo hanno ammazzato di botte un ragazzo, reo di cosa ancora non si è capito. Vi invito a camminare per le strade di Roma, un giorno di questi, nei pressi, che so, di piazza Vescovio (ma anche già piazza Bologna andrà benissimo), a Primavalle, all'Esquilino (dove c'è la sede di Casapound). Credetemi, è agghiacciante. Croci celtiche e slogan feroci ovunque. Mi fanno paura. Ma l'amministrazione comunale ha chiuso tutti e due gli occhi, anzi, di più: li copre, li appoggia. Adesso è complicato fermarli. Quindi, come risolvere il problema, secondo Alemanno? Semplice: vietando la vendita di alcolici dopo le 23. Non fa una grinza. Come se quando uno è testa di cazzo lo sia solo da ubriaco e non - soprattutto - da sobrio.
  6. Com'è misera la vita negli abusi di potere. Se le notizie che arrivano da Milano (un uomo pestato a morte dalla polizia) sono ancora tutte da verificare, quelle che arrivano da Torino sono verificate eccome: un gruppo di militari di stanza in val di Susa, infastidito dal vociare dei vicini di camera, ha deciso di porvi fine con i metodi a cui, evidentemente, è aduso: gas urticante e percosse. Peccato che i ragazzotti in questione fossero i Punkreas, non esattamente dei perfetti sconosciuti; e infatti a quanto pare i militari "hanno capito che eravamo una band anche abbastanza famosa e hanno cambiato subito atteggiamento minimizzando l’accaduto". Fosse stato un gruppo di ventenni, come sarebbe andata a finire?
  7. Dico, Biagio Antonacci dopodomani "suona" al Colosseo (sempre se je aprono). In quale Paese civile avrebbero permesso una cosa del genere?
venerdì 13 maggio 2011

Il razzismo inconsapevole quando diventa consapevole.

èbbrutto.

No, dico, èbbrutto per davvero. Mi sono sentita una merda. Nemmeno una settimana fa mi incrocia questo tizio e io ero di fretta, andavo a fare la spesa, e anche non fossi stata di fretta l'avrei usata come scusa, qui a Roma è la scusa principe, tutti vanno di fretta ma tutti sanno che non è affatto vero.

"Vado di fretta", gli ho detto.

Poi Sissi mi ha fatto presente che voleva solo un'informazione, e io sarei voluta sprofondare, davvero, in un attimo ho visualizzato le mani vuote e i vestiti buoni e l'mp3 nelle orecchie e mi son detta cazzo, l'ho trattato a merda come tratto i mendicanti, sono una merda perché tratto i mendicanti a merda e sono doppiamente una merda perché vedo un ragazzo per strada che mi ferma e la prima cosa che penso è che sia un mendicante solo perché ha qualcosa di diverso da me.

Poi non sapevo neanche dargli l'informazione che cercava, per cui triplamente una merda!

Questa città sta tirando fuori il meglio e il peggio di me.

[A onor del vero, "vado di fretta" lo dico sempre, anche a quelli che per strada mi chiedono "una firma per il sociale" e cercano di appiopparmi pubblicazioni e oboli vari. Perché io sono una merda ma loro deppiù, che giocano sui sensi di colpa non ancora sopiti degli studenti squattrinati.

Tra l'altro oggi è entrato in aula - in
aula! - un mendicante, noi eravamo lì ad aspettare che arrivasse il prof. e lui è entrato, e ha continuato a lamentarsi finché una ragazza non gli ha dato venti centesimi. Io soldi non ce ne avevo davvero, ho due euro nel borsellino e con quelli devo campare almeno fino alla prossima settimana, ma glieli avrei dati, glieli avrei dati davvero se non avesse smesso, e quando se n'è andato sono stata male, male che volevo piangere da quanto mi sentivo una merda.

Le crisi di coscienza si susseguono senza sosta.
]
mercoledì 13 aprile 2011

Dell'utilità del proibizionismo e di quanto i francesi del Cinquecento (ma solo loro) ce la sapessero più degli americani del Duemila.

Ho ospitato un paio di couchsurfers di recente. Claire e Christina, da PortlandOregon e Essen, rispettivamente, provenienze età storie e vite diversissime, entrambe buone compagne di "viaggio", entrambe con alle spalle esperienze interessanti da ascoltare.

Con Claire ci ho fatto lunghe chiacchierate. Lei era meravigliata della disinvoltura con la quale gli italiani tengono quotidianamente il vino sulla tavola, e di come spesso ne mettano a parte i figli. Negli USA no: alcool assolutamente tabù fino al compimento del ventunesimo anno di età (o perlomeno così funzionava a Durango, Colorado). Dimodoché, quando uno ha finalmente accesso indiscriminato agli alcolici, impazzisce e finisce con l'abusarne, molto di più di quanto non facciamo noi.

Dico io: ma dov'è l'utilità di questa cosa? L'aveva già capito Rabelais: autoregolamentazione is the way. Certo, bisognerebbe che gli uomini fossero educati, in qualche modo, alla misura, come lo erano gli illuminati di Thélème; e mai in effetti un'epoca è stata tanto votata alla desmesura come la nostra.

Non c'è speranza? Forse. O forse devo solo avere un po' di fiducia nel genere umano. Dopotutto, non mi hanno sorpreso i "reportages" di questi giorni da Manduria? I salentini ne stanno uscendo benissimo. I francesi un po' meno, 'sti stronzi. Ma in fondo Rabelais è morto da tempo, come da tempo il loro capo di Stato si è scordato di essere di origine ungherese.
venerdì 25 febbraio 2011

Fais ce que voudras.

...ok, io ve lo dico: sono contraria alle tinture. Penso che impastrocchiarsi i capelli di tutti i colori non renda le persone più belle né più originali, le renda solo persone-con-capelli-che-vorrebbero-sembrare-spiritosi-o-scicche-e-invece-non-lo-sono. Fra l'altro le tinture, notoriamente, rovinano i capelli. Vietiamole per legge, così la gente non si farà più del male.

E sono contraria anche al vegetarianesimo. A parte che arrostire carne (e mangiarla) è il mio passatempo preferito, sono contraria soprattutto alle donne in gravidanza vegetariane e ancor più alle mamme che educano il figlio al vegetarianesimo, non fornendogli così adeguato apporto proteico. Anche qui, bisognerebbe vietare quest'atteggiamento per legge. Bisognerebbe pure scomunicarle, queste mamme. Bisognerebbe togliere loro la custodia del figlio.

Vi pare che abbia scritto una fracca di cazzate? Pure a me. Allora perché gli antiabortisti, gli ultracattolici e gli anti-unionidifattisti danno ancora fiato alla bocca? Cioè, il procedimento mentale è identico: io non sono d'accordo su una cosa, non la farei mai, quindi la vieto anche a te. Che sia abortire, tenere all'Islam (questa la scrivo da brava blogger onanista: non piacerà a nessuno ma a me il gioco fede religiosa/fede calcistica sembra fantastico) o convivere con una persona del mio stesso sesso. Sono per la logica telemitica con correzione kantiana-cettolaqualunquiana (cioè "Fais ce que voudras" finché non vieni a sdecumare i cugghiuna a mia [mia generico]). Mi sembra il minimo, nel 2011.
giovedì 30 dicembre 2010

Cose che reputo immorali.

Il costo medio di un posto letto a Roma (notare, posto letto, non stanza): 300 euri.

I sindacati che non fanno quello per cui sono nati, e cioè (lo scrivo casomai non se ne ricordassero più): difendere i diritti dei lavoratori.

Che i lavoratori siano costretti ad accettare l'elemosina in cambio dei loro diritti, altrimenti perdono il posto.

La vetrina della Cicogna a Lecce, che ha tutte cose di ipermarca per bambini da 0 a 10 anni: vestiti e scarpe che se va bene metteranno per due mesi, che presi singolarmente costano quanto tutto il mio guardaroba.

Che gli studenti di Roma che non sono romani non possano avere agevolazioni sugli abbonamenti ai mezzi pubblici... (18 euro per i romani, 30 per tutti gli altri)

Che qualcuno spenda 7,50 euri per andare a vedere il cinepanettone.

Un disabile al 100%, con età mentale di tre anni, lasciato morire nella sua cella.

Quelli che a una notizia del genere si girano dall'altra parte.

SESSANTATRÉ SUICIDI IN CARCERE nel solo 2010.

I trattamenti Boffo.

Le discriminazioni. Di credo religioso, provenienza geografica, etnia, censo, genere e orientamento sessuale.

La deontologia professionale di Feltri e Belpietro.

La violenza.

Il fatto di avere un quarto degli hotspot della Francia, per dire.

Il fatto di avere la classe politica più vecchia e maneggiona d'occidente.

L'Aquila ancora in ginocchio.

Napoli ancora invasa dalla monnezza.

Il Vaticano [ReRosso]

La banalità [Isanatta Oettam]

Le uscite omofobe e maschiliste del nostro giovane premier ("meglio essere appassionati di belle ragazze che gay") [Frank87]

Un derby senza pubblico per espliciti ordini provenienti da Roma. [Frank87]

Il Movimento di Responsabilità Nazionale.
[Frank87]

Veltroni, Calearo e tutti gli Scilipoti d'Italia.

La Santanché che spara slogan pur di pararsi il culo.
[Frank87]

La Russa che minaccia di boicottare i prodotti brasiliani e che poche ore dopo plaude a Leonardo.
[Frank87]

Pontifex.
[Frank87]

La crociata di Pontifex contro i "frati bolscevichi".

La galera per chi ruba per fame.
[Frank87]

Lo sciacallaggio sul caso Sarah Scazzi.
[Frank87]

Bruno Vespa, i suoi libri e i suoi amati plastici.

I sepolcri imbiancati che pubblicano link inneggianti a Sarah Scazzi.
[Frank87]

Le anime pie che si incazzano se fai battute su come i media hanno trattato il caso Sarah Scazzi.
[Frank87]

Pompei che crolla a pezzi.
[Frank87]

Il prequel di Amici Miei.
[Frank87]

Monicelli suicida.
[Frank87]

Il principe (di staminchia) che va a "cantare" a Sanremo e rischia pure di vincere.

(In progress, suggerite pure...)
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