martedì 19 luglio 2011
Post arretrato, ovvero: bella Roma, sì, ma Alemanno ha rotto il cazzo.
Poi in tutto questo tre aggressioni omofobe in quindici giorni, perché a Roma succede anche questo, e non sarà mica colpa di una birretta bevuta dopo le undici, secondo me, che se uno è testa di cazzo allora è testa di cazzo anche da sobrio, ma l'ordinanza contro le teste di cazzo Alemanno ancora non l'ha fatta, purtroppo.
venerdì 15 luglio 2011
Italia Wave 2011 - Diario di bordo
L'ItaliaWave è finalmente ai nastri di partenza e io ho toccato il suolo patrio giusto in tempo, con tutte le buone intenzioni del caso. Ma le buone intenzioni non possono nulla contro tre ore di sonno, sei di treno e quaranta gradi all'ombra. Devo passare la mano per il Wake Up Stage di oggi. Poco male, visto che gli headliners, gli scoppiettanti apulo-albanesi La fame di Camilla, li abbiamo già visti e apprezzati meno di un mese fa a San Lorenzo Estate.
Come me hanno desistito in molti, a quanto pare: i primi dati sull'affluenza parlano di un inizio “senza il botto”. Gli organizzatori non avevano fatto i conti con l'afa salentina, probabilmente. Nel pomeriggio, infatti, allo Psycho Stage non va molto meglio. Sotto un sole cocente e non certo col pubblico delle grandi occasioni, gli Almamegretta quest'anno festeggiano i loro vent'anni di dub e lo fanno con tutti i crismi: la versione nostrana di Bob Marley, ovvero Marcello Coleman (parte americano e parte nopeo, il James Senese della voce) che non fa rimpiangere (beh, più o meno) Raiz, e il solito reggae raffinato, a dimostrazione che il napoletano si sposa bene coi suoi ritmi quanto il salentino (i cui portabandiera sono stati i Boomdabash, “figliocci” di quei Sud Sound System che sono fra gli headliners di oggi).
Questa giornata d'apertura dedicata al reggae (quasi a dire: “ce togliamo 'sto pensiero”), in omaggio alla Giamaica d'Italia, si chiude sul Main Stage coi padroni di casa, i Sud Sound System appunto, che regalano alla platea adorante uno dei soliti show infuocati, e soprattutto con uno dei padri del genere, l'attesissimo Jimmy Cliff, che non delude le attese e non si risparmia, scendendo persino dal palco a salutare il pubblico.
Il bilancio è tutto sommato positivo, ma si può crescere e si crescerà, dato che l' appuntamento domani è con Perturbazione, Bud Spencer Blues Explosion, Kaiser Chiefs, Paolo Nutini e molti altri.
giovedì 14 luglio 2011
Ritorni.
Non ho neanche fatto in tempo a salutare villa Torlonia.
L'ultima volta che ho preso questo treno, le colline erano verdi. Adesso sono gialle, punteggiate da balle di fieno. Mi godo queste ore con Bobo Rondelli nelle orecchie, ogni tanto butto un occhio al ragazzone che la sorte ha fatto sedere pochi posti più in là (ne vale la pena) o alla coppia di francesi che sono belli e commoventi. Si tengono per mano, si abbracciano, lui le bacia gli zigomi. Apparecchiano per il pranzo. Sono così belli e commoventi che mi strappano un sorriso e mi fanno sopportare persino la logorrea della suora beneventana che ha deciso di alzare la glicemia a tutto il vagone, offrendo dolcetti a destra e a manca.
Non posso dirmi sopravvissuta, perché non lo sono; dunque, è perfettamente inutile che mi ci atteggi. Per potermi dire sopravvissuta dovrei aver vissuto, e vissuto molto: e questo, certo, non è il mio caso. Per di più, non torno mai sulle sacre sponde malvolentieri; ma comincio ad avvertire la sensazione di precarietà tipica dei fuorisede, che il tetto che in genere hanno sopra la testa non è casa loro, e quella che lo era una volta adesso non lo è più. Ma neanche questa è una sensazione definitiva: perfino la mia precarietà è in fieri.
L'ItaliaWave è finalmente ai nastri di partenza e io ho toccato il suolo patrio giusto in tempo, con tutte le buone intenzioni del caso. Ma le buone intenzioni non possono nulla contro tre ore di sonno, sei di treno e quaranta gradi all'ombra. Per oggi passerò la mano. Anche perché la giornata reggae non è esattamente il sogno di una vita.
Certo che è inconcepibile che debba pregare le persone per farle venire a concerti gratuiti.
Intanto mi tengo stretti gli incontri importanti. Le epifanie sopraggiunte, credete alle coincidenze? Io ho capito che ho bisogno di "pensare" quello che faccio, di ponderare, che è una bella parola perché ha dentro pondus, peso. Il peso giusto delle cose. Non posso ingurgitare concetti come fossero popcorn e aspettare semplicemente di vomitarli in faccia a qualcuno. Non faccio ingegneria, io. Devo interiorizzare quello che studio, e per interiorizzare ci vuole tempo. So che il tempo nell'era del multitasking e del web 2.0 è un'utopia, ma anche solo il prendere tempo nella mia vita è un'utopia. Ci proveremo.
Non sto dicendo che domani smetto di studiare, sto dicendo che, probabilmente, studierò diversamente. Altrimenti facevo meglio ad andare a ingegneria, almeno - forse - non mi sarei ritrovata sotto un ponte.
venerdì 1 luglio 2011
Top vergognescion (cit.)
- Vogliono zittire la Rete. Definitivamente. Ci avevano rinunciato, poi gli avvenimenti degli ultimi mesi l'hanno riportata prepotentemente sulle scene; tutti, anche i più ottusi, hanno compreso le potenzialità del mezzo: obiettivo primario è diventato metterla subito a tacere. Ma l'AGCom non dovrebbe "tutelare le comunicazioni"? E per tutelarle meglio le impedisce?
- La situazione economica italiana è disastrosa. L'occupazione giovanile è ai minimi storici, non c'è modo di assorbire i precari della scuola (ma soprattutto, non ci sarà modo di assorbire i laureati dal 2007 in poi), la "manovra finanziaria" tanto decantata non fa che rimandare le lacrime e il sangue al 2013 (quando presumibilmente ci sarà un governo di centrosinistra a fare il lavoro sporco - ma tanto nel 2012 il mondo finisce, dicono i Maya), le agenzie di rating ci danno per spacciati. Ma la priorità qual è, secondo le dichiarazioni rilasciate dal nostro premier al congresso del suo partito? La riforma della giustizia.
- A tal proposito (del congresso del partito, non della riforma della giustizia), Angelino Alfano è stato eletto ad una carica (il segretario di partito) non prevista dallo statuto, con una modalità (il plebiscito) non prevista dallo statuto (e che soprattutto non si vedeva dai tempi di zio Benito). Prima dichiarazione: "voglio il partito degli onesti". Poi però è andato a rassicurare Berlusconi.
- Il no della Lega al decreto sui rifiuti di Napoli (decreto che non risolve niente e che avrebbero dovuto varare giorni fa, per inciso) è incommentabile. Il sospetto che il ritardo nell'approvazione sia dovuto a un intento punitivo nei confronti dei napoletani e di De Magistris è forte. Il comportamento del governo in materia è semplicemente vergognoso.
- A Monti, rione storico di Roma, dei neofascisti del cazzo hanno ammazzato di botte un ragazzo, reo di cosa ancora non si è capito. Vi invito a camminare per le strade di Roma, un giorno di questi, nei pressi, che so, di piazza Vescovio (ma anche già piazza Bologna andrà benissimo), a Primavalle, all'Esquilino (dove c'è la sede di Casapound). Credetemi, è agghiacciante. Croci celtiche e slogan feroci ovunque. Mi fanno paura. Ma l'amministrazione comunale ha chiuso tutti e due gli occhi, anzi, di più: li copre, li appoggia. Adesso è complicato fermarli. Quindi, come risolvere il problema, secondo Alemanno? Semplice: vietando la vendita di alcolici dopo le 23. Non fa una grinza. Come se quando uno è testa di cazzo lo sia solo da ubriaco e non - soprattutto - da sobrio.
- Com'è misera la vita negli abusi di potere. Se le notizie che arrivano da Milano (un uomo pestato a morte dalla polizia) sono ancora tutte da verificare, quelle che arrivano da Torino sono verificate eccome: un gruppo di militari di stanza in val di Susa, infastidito dal vociare dei vicini di camera, ha deciso di porvi fine con i metodi a cui, evidentemente, è aduso: gas urticante e percosse. Peccato che i ragazzotti in questione fossero i Punkreas, non esattamente dei perfetti sconosciuti; e infatti a quanto pare i militari "hanno capito che eravamo una band anche abbastanza famosa e hanno cambiato subito atteggiamento minimizzando l’accaduto". Fosse stato un gruppo di ventenni, come sarebbe andata a finire?
- Dico, Biagio Antonacci dopodomani "suona" al Colosseo (sempre se je aprono). In quale Paese civile avrebbero permesso una cosa del genere?
giovedì 30 giugno 2011
Italia Wave Love Festival – Lecce, 14/17 luglio 2011
(Pezzo pubblicato dal Giornale di letterefilosofia.it, ma senza il paragrafo fra parentesi quadre e con alcune modifiche di secondaria importanza. Lo ripubblico integralmente, preciso 'ntifico a come la mia mente malata l'aveva partorito - a che serve un blog, se no?)
Prosegue l'indefesso tentativo della Città di Lecce di farmi pentire di essere andata via.
Già sarebbe dovuta bastare l'improvvisa consapevolezza di sottostare a un sindaco barese per farmi aprire gli occhi sulle mie miserie e convincermi a ritornare subitaneamente alla base, ma no! Lecce ha voluto strafare. E così, in meno di un mese, che ti metto su? Un signor concerto di Guccini, una Feltrinelli (no, se ve lo state chiedendo, a Lecce non c'era la Feltrinelli) e, dulcis in fundo, l'Italia Wave. Tutte cose che la lontananza, pur apprezzabile, dall'ennesima dancehall (o Notte della Taranta, in alternativa) e da tutti i vincitori di Amici e X-Factor passati, presenti e futuri non riuscirà mai a controbilanciare.
Se vi state chiedendo cosa sia l'Italia Wave, vi dico solo che una volta si chiamava Arezzo Wave ed era il festival più fricchettone ed andergraund d'Italia, e per la prima volta esce fuori dalla Toscana e arriva dritto dritto intra stu Sa-a-lentu (e se vi state chiedendo che ci abbiamo noi più della Toscana vi rispondo: una beata minchia! A parte il mare, quello bello, si intende).
[Se vi state chiedendo perché continuo a fare citazioni fuori luogo non lo so, ma è così e mi tormento (dopo questa, aspetto la scomunica direttamente da Gamberale)].
Se invece vi state chiedendo ancora cosa sia l'Italia Wave – non capisco come mai, dopo una spiegazione così esauriente – vi rispondo: lampu! Possibile che non vi piaccia neanche uno tra Sud Sound System, Jimmy Cliff, Kaiser Chiefs, Paolo Nutini, Lou Reed, Verdena, Paolo Benvegnù, Cristina Donà, Modena City Ramblers, Marta sui Tubi e Daniele Silvestri, tanto per citare solo gli headliner? Possibile che non vi sia giunta voce del mirabolante concerto di Giovanni Lindo Ferretti all'alba sulla spiaggia di San Cataldo (se ci venite, vi domando scusa in anticipo e vi giuro: le spiagge, da noi, non sono tutte così urende). Possibile che non vi incuriosiscano neanche un po' realtà italiane interessanti come i La fame di Camilla, gli Almamegretta, i Quintorigo, i Perturbazione, i Bud Spencer Blues Explosion, Magoni&Spinetti? Se la risposta è «sì, è possibile» vi scancello dagli amici di Facebook. Se la risposta è no, com'è che non ne siete a conoscenza?
Ma nonsolomusica, all'Italia Wave. Ce n'è davvero per tutti i gusti: mostre fotografiche, i festeggiamenti per il compleanno di Dylan Dog, i workshop sul djing e la fotografia, il Cinewave (dedicato all'horror ma – e sottolineo ma - che il 15 luglio ospiterà, con mio sommo gaudio, Frankenstein junior) e l'Elettrowave, festival della musica elettronica e delle arti digitali (sempre il 15, presso il Livello Undiciottavi di Trepuzzi).
E i biglietti? Tutto free tranne il main stage (allo stadio Via del Mare che tante soddisfazioni e tantissime bestemmie ha cagionato negli ultimi mesi) nelle serate del 14, del 15 e del 16 (il 17, la serata italiana per il venticinquesimo compleanno della manifestazione ve la offre Puglia Sounds!). Fino al primo luglio è acquistabile un abbonamento (50 euro le tre serate), altrimenti il costo per i singoli eventi è rispettivamente 15, 23 e 25 euro (più diritti di prevendita). Non incluso negli abbonamenti il concerto del maestro Ferretti (non René, Giovanni Lindo, dico) in programma il 17 luglio alle 5 del mattino, che vi potrete godere al modico prezzo di otto euri.
Si può sapere che state aspettando?
Dove: Lecce e dintorni.
Quando: dal 14 al 17 luglio
Per ulteriori informazioni consultare http://www.italiawave.com